Una ricerca nel passato per scoprire le origini del Carnevale e delle maschere,
assaporando la cultura dei vari popoli del mondo e trovando in ognuno un filo
conduttore lungo la via che ci ha portato fino ai giorni nostri, alla creazione
di quella magica visione contemporanea rappresentata dai carri del Carnevale di
Viareggio.
E che cos'è il Carnevale se non il simbolo del trionfo dell'istinto, della
perdita della razionalità in una grande festa per il corpo, che prende il
sopravvento sulla mente. Una sensazione che l'artista ha voluto imprigionare
nelle sue opere, ispirandosi ad una famosa scultura di Auguste Rodin, intitolata
"Il Pensiero".
E' strano come spesso nella vita le maggiori ispirazioni, i colpi di genio ci
vengano da piccoli particolari, da momenti inaspettati o da eventi quotidiani.
E' stato così che Fabrizio Galli, leggendo un libro prestatogli da un amico
carrista, ha trovato in una pagina, quasi per caso, l'idea che gli ha aperto la
strada dell'immaginazione e della creatività.
| Una testa, perfettamente levigata, sopra un
blocco di marmo lasciato allo stato grezzo per far emergere il
pensiero dalla materia, che perde la sua importanza al cospetto
della mente; un'opera molto suggestiva quella di Rodin, la cui
filosofia di fondo è stata rovesciata da Fabrizio Galli. Come il
Carnevale rovescia le parti, vestendo il ricco da povero ed il
povero da ricco, così nelle opere del maestro costruttore non
viene più rappresentato il dominio della mente sul corpo ma, al
contrario, il momento in cui il corpo predomina la mente,
lasciandosi trasportare dall'euforia carnevalesca. Nasce così,
tra libri e pensieri, l'idea dello scultore che disegna, in un
semplice scarabocchio, tutta la filosofia intrisa nella sua
opera. |
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Un corpo classico che tiene in mano la propria testa, simboleggiando la perdita della razionalità, e con l'altra mano sostiene una maschera che diventa il nuovo volto delle statue stesse. Maschere molto diverse, per rappresentare le varie culture del mondo che da sempre usano questi artefatti nelle loro cerimonie religiose, spirituali, teatrali ed artistiche. Un'arte ben conosciuta dai maestri costruttori che creano ogni anno straordinari capolavori, rendendo Viareggio la patria del Carnevale.Per l'architetto Tomassi non ci sono stati dubbi, con un "Bravo!" ed una data approvò il grande progetto, che iniziò a modellarsi nella testa dell'artista e nel suo laboratorio. |
Il Corpo
| Fabrizio Galli ha seguito il consiglio dell'architetto Tomassi: "dimentica di essere un costruttore di carri, pensa come se fossi unicamente uno scultore". E così ha fatto, studiando per settimane dimensioni e prospettive, passando dai canoni greci alle ricerche dell'età classica e del rinascimento, dagli studi sui rapporti e le proporzioni di Leonardo Da Vinci, che in molte sue scoperte precorse addirittura gli scienziati, fino ai canoni scientifici di Fritsch, che alla fine del 1800 pubblicò i suoi studi sull'anatomia umana, prendendo come punto di partenza per la costruzione della figura non la testa, ma la colonna vertebrale, unico segmento invariabile tanto per le persone basse che per quelle alte, da cui poter dedurre le dimensioni di ogni parte del corpo. | ![]() |
Molto interessanti sono stati anche gli scritti di Burne Hogarth, il disegnatore del famoso fumetto "Tarzan", che fu anche un ottimo insegnante nel disegno della figura e dell'anatomia artistica. Difficile dire quale sia stato lo studioso o l'opera a cui Fabrizio Galli ha fatto maggior riferimento per creare il corpo delle sue statue. Forse, come ammette lui stesso, l'imponenza e la perfezione dei "Bronzi di Riace", la coppia di statue bronzee di dimensioni leggermente superiori al vero, databili al V secolo a.c., considerate tra i capolavori scultorei più significativi del ciclo ellenico. Ma anche un attore, Miles O' Keefe, che ha interpretato Tarzan nel film "Tarzan, The Ape Man", diretto da John Derek nel 1981, considerato da Fabrizio Galli il simbolo della perfezione del corpo umano. Ispirazioni e suggerimenti presi quindi da tutte le epoche e da tutti i mezzi artistici a disposizione, per creare un'opera che rispecchi al massimo la figura dell'uomo.
La maschera
| E' impressionante sapere quanti popoli hanno fatto uso della maschera nei tempi antichi e anche ai giorni nostri. Tutto il mondo, dall'Africa ai popoli europei, dall'America alla Cina, ha usato e usa la maschera, per simboleggiare una religione o una credenza, per feste popolari o per rappresentazioni teatrali, per rituali e cerimonie. La maschera è spesso strumento con cui captare la forza soprannaturale degli spiriti ed appropriarsene, utilizzandola a beneficio della comunità. Quella di Fabrizio Galli è stata una ricerca approfondita, tra libri e manuali, oltre che, naturalmente, tra l'infinita rete di conoscenza messa a disposizione da Internet. | ![]() |
Ed è proprio qui che lo scultore ha trovato le sue ispirazioni per ogni etnia, cercando di selezionare le maschere migliori tra le centinaia a disposizione. Intere giornate passate davanti ad un computer osservando le magnifiche realizzazioni artistiche che ogni popolo ha creato nel corso del tempo, rimanendo affascinato da così tanta originalità, creatività e talento. Come ogni artista, Fabrizio Galli ha lasciato scorrere davanti ai propri occhi le tante immagini finché non è riuscito a trovare, per ogni cultura, quella perfetta per la sua opera. C'è voluto tempo e fatica, ma i grandi capolavori non si costruiscono di certo in un giorno ed il suo non doveva essere né banale né scontato. Vista la realizzazione finale, si può davvero parlare di un'opera d'arte.