La maschera raffigurante la Cina è originaria della cosiddetta "Ground
Opera", forma teatrale nata tra il 1368 e il 1398 nell'epoca della
dinastia Ming. Quando Ming ampliò i suoi territori circa 200.000 forze
armate si trasferirono dalla Cina Centrale verso il sud-ovest della
frontiera, fermandosi nelle montagne "Tun Pu" (in cinese significa
fortezza).

L'intrattenimento dell'esercito doveva essere fatto all'aperto e quindi
venne praticata questa nuova rappresentazione teatrale in spazi esterni,
sulla "terra" (da qui il nome "Ground Opera", opera sul terreno).
Durante l'esecuzione, gli attori indossavano costumi e maschere che
potevano rappresentare divinità, animali o guerrieri, con piume sulla
testa e bandiere sul retro, e venivano accompagnati da musica e
percussioni nelle varie rappresentazioni storiche.
La tradizionale "Ground Opera", proveniente dalla dinastia Ming, è oggi
scomparsa, ad eccezione degli spettacoli che ancora eseguono gli
abitanti che vivono nei villaggi Pu Tun, grazie al loro isolamento
geografico.
Le persone che vivono su queste montagne da generazioni continuano a
recitare le "opere del terreno" durante la stagione del raccolto e
durante il capodanno cinese, come segno di una vita ricca e prospera. Le
maschere della Ground Opera sono molto popolari come opere cinesi e si
possono trovare nei musei e negli istituti d'arte di molti paesi di
tutto il mondo, tra cui la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Francia,
la Germania ed il Giappone.
La maschera raffigurata nella statua di Fabrizio Galli rappresenta una
figura classica di questa forma d'arte, trovata tra le maschere
costruite dal maestro Wu Wei Ku, uno dei pochi abitanti rimasti in un
villaggio Pu Tun, facente parte di una famiglia originaria,
specializzata da centinaia di anni nella creazione di queste maschere
caratteristiche.