Dall'arte teatrale nel periodo della Grecia classica, perfezionate
nell'Atene del V secolo a.C., discendono le maggiori forme teatrali
utilizzate tutt'oggi.
Gli Ateniesi organizzavano dei grandi festival in cui gareggiavano i
maggiori autori teatrali dell'epoca. Gli attori, esclusivamente uomini
anche nelle parti femminili, in quanto le donne non potevano recitare,
indossavano maschere per essere riconoscibili anche da grandi distanze.

La recitazione era rigorosamente in versi e la forma d'arte di
ispirazione più elevata era considerata la tragedia, i cui temi
ricorrenti erano derivati dai miti e dai racconti eroici.
Le commedie, di carattere più leggero e divertente, prendevano spesso di
mira la politica, i personaggi pubblici e gli usi del tempo. I Greci
consideravano il teatro non come una semplice occasione di divertimento
e di evasione dalla quotidianità, ma piuttosto come un luogo dove la
"polis" si riuniva per celebrare le antiche storie, patrimonio comune
della cittadinanza.
La maschera scelta per raffigurare la Grecia è una maschera comica
femminile, situata attualmente al Museo Archeologico Nazionale Romano
presso il Palazzo Massimo di Roma.
E' una maschera di marmo di circa 60 cm che incarna perfettamente lo
spirito del teatro greco, considerato l'origine di tutto il teatro
occidentale. Quando Roma si espanse nel Mediterraneo, assimilò mitologia
e cultura di quella Grecia culla di arti e pensieri, passando dalle
costruzioni in legno ai grandi teatri di pietra e alle loro monumentali
scenografie.