Il buddismo tibetano è ormai famoso in tutto il mondo per l’alone di
mistero e sacralità che amana, basato sul culto di Siddharta e sulla
filosofia del "Karma" come evoluzione fisica e spirituale, per arrivare,
tramite la compassione tra tutti gli esseri, all'illuminazione finale
del Nirvana. La divinità protettrice della “legge religiosa” viene
chiamata Mahakala e svolge un ruolo di primo piano nel buddismo tibetano.
Il suo nome, “Signore della tenda”, spiega la sua popolarità, in quanto
i tibetani sono storicamente un popolo nomade e le tende sono sempre
state una forma importante di protezione e riparo, fornendo le basi per
il loro modo di vivere.Descritto in tutta una serie di
impersonificazioni, ciascuna delle quali possiede un suo aspetto ed una
propria personalità peculiare, Mahakala viene ritenuto un’emanazione di
differenti esseri a seconda delle situazioni della vita. Più
frequentemente però si trova raffigurato in statue di legno o rame con
una tipica espressione feroce, necessaria per abbattere gli ostacoli e
le negatività sul sentiero verso l'illuminazione, scacciando gli spiriti
maligni. Il terzo occhio, sopra le sopracciglia, esprime la saggezza di
onniscienza e la sue funzione di custode e protettore .

Altro elemento costante nelle raffigurazioni della divinità è la corona
di cinque teschi, metafora della vittoria sui cinque “oscuramenti
emotivi”, avvolti nei suoi capelli fiammeggianti.
Questa maschera, che ben raffigura lo spirito buddista della popolazione
del Tibet, viene ancora oggi utilizzata nelle cerimonie per proteggere
le coltivazioni dai danni della grandine o di altri agenti atmosferici,
oppure come medicinale contro le malattie, in quanto la sua ira e la sua
potenza gli danno la possibilità di entrare nel corpo delle persone e
neutralizzare il male, come un antidoto. Nelle case dei villaggi
tibetani è sempre presente una maschera di Mahakala attaccata alle
pareti..